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UISG Catholic Care for Children International
Posted on Settembre 29, 2022

Cambiare i cuori e le menti in Zambia


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Cambiare le sensazioni e gli approcci delle comunità locali è un passo importante per far passare l’assistenza all’infanzia dagli istituti alle famiglie. In questo video del giugno 2022, Catholic Care for Children in Zambia descrive le proprie iniziative e i progressi compiuti.

Trascrizione del video

Mbiliya Luhanga, responsabile di progetto, Catholic Care for Children in Zambia

Il governo ha dichiarato molto chiaramente che l’assistenza familiare è l’opzione ideale per tutti i bambini dello Zambia, compresi quelli che soffrono di disabilità. La riforma dell’assistenza ha avviato un processo di stampo tradizionale. Nel corso degli anni abbiamo notato delle fratture all’interno del sistema tradizionale di famiglie allargate, che solitamente accoglieva i bambini resi vulnerabili a causa della povertà o della morte dei genitori. Questo sistema funzionava di fatto come un paracadute, in cui i bambini ricevevano le cure di cui avevano bisogno all’interno di contesti familiari o comunitari.

Ma purtroppo, con la crisi posta dall’HIV/AIDS, mentre il Paese cercava di far fronte all’emergenza posta da questa malattia, affrontando contemporaneamente il crollo economico sociale e la povertà, abbiamo assistito a un aumento della vulnerabilità a livello familiare, che in quel periodo ha portato lo Zambia a dover istituire strutture di assistenza all’infanzia. E si è percepito una forte spinta a far entrare i bambini in queste strutture di assistenza.

L’aspetto positivo di questa situazione è che il nostro governo ha dimostrato una forte volontà politica nel promuovere l’assistenza familiare per tutti i bambini del Paese. Ha stabilito un quadro normativo molto solido, che si riflette nelle nostre leggi e politiche e che promuove il reinserimento dei bambini dalle strutture di assistenza all’infanzia alle loro famiglie, prendendo in considerazione anche altre opzioni di assistenza alternativa, come l’affido e l’adozione. Nel corso degli anni, abbiamo visto aumentare il numero di famiglie che riprendono in carico i propri figli dalle strutture, oltre a notare un maggiore interesse per l’affido e l’adozione.

Suor Elisabeth Muleya, Segretaria generale dell’Associazione delle Religiose dello Zambia

L’Associazione delle Religiose dello Zambia, comunemente nota come ZAS, è un organismo ombrello, che fa da riferimento a tutte le religiose dello Zambia. È stata fondata nel 1958 ed è composta da 46 congregazioni in rappresentanza di oltre 1500 suore, sia locali sia missionarie.

L’Associazione gestisce una serie di programmi e progetti. CCCZ, ovvero Catholic Care for Children in Zambia, è uno dei progetti gestiti dalla ZAS. Attraverso Catholic Care for Children in Zambia, l’Associazione assume un ruolo proattivo nella promozione del benessere dei bambini dello Zambia, in particolare per quanto riguarda la tutela e la protezione dei bambini.  Ma ancora una volta, il progetto promuove l’assistenza familiare come ambiente ideale per curare la crescita di un bambino.  

Jeremiah Banda, direttore del programma dell’Associazione delle Religiose dello Zambia

La questione del cambiamento dell’atteggiamento e della mentalità delle comunità è direttamente legata alle attività di sensibilizzazione che abbiamo intrapreso attraverso la radio e l’interazione diretta con le comunità.

Nell’ambito del progetto Catholic Care for Children, stiamo cooperando con i nostri partner e con le piattaforme Children in Families, e siamo riusciti a portare alcune iniziative di sensibilizzazione alla radio; quanto ai feedback ricevuti, abbiamo notato che la percezione da parte della comunità sta lentamente cambiando e che ora sono più aperti al ritorno dei loro figli in famiglia. Penso che stiamo assistendo a una risposta più positiva in termini di promozione dell’assistenza familiare rispetto all’affidamento dei bambini agli istituti. È un processo graduale, ma credo che ci stiamo avvicinando all’obiettivo, perché ora possiamo dire che le comunità sono davvero favorevoli alla nostra iniziativa di reinserimento dei bambini nelle famiglie.

A livello interno, si può dire che la nostra sfida è stata quella di far accettare ai religiosi e al clero ciò che stiamo promuovendo. Negli ultimi tempi, stiamo assistendo a un impegno davvero corale, anche da parte dei nostri organismi regionali e dell’Associazione delle Conferenze Episcopali dell’Africa Orientale (AMECEA) e delle Conferenze nazionali, che stanno coinvolgendo i vescovi e il clero affinché possano aderire alle nostre iniziative.

A livello comunitario, le sfide legate alla povertà sono realmente i fattori trainanti che portano i bambini a essere affidati agli istituti; per questo motivo, stiamo portando avanti iniziative di rafforzamento economico, per far sì che le famiglie abbiano la possibilità reale di prendersi cura dei propri figli e di provvedere ai loro bisogni. Credo che queste siano le due sfide principali del ricongiungimento familiare, ma per il resto il progetto sta procedendo senza intoppi. Ci auguriamo che, proseguendo con i nostri interventi, potremo assistere allo sviluppo di sempre più aree di influenza e di crescita positiva dei bambini negli ambienti familiari.

Il cambiamento di mentalità è un viaggio lungo ed è di fatto un processo; pertanto, riteniamo di dover continuare a sederci insieme intorno a un tavolo, per confrontarci sul modo migliore di portare avanti questo passaggio, affinché la maggior parte delle strutture di assistenza all’infanzia possa fornire supporto a livello familiare e domestico. Ci auguriamo che anche i nostri partner, che ci stanno aiutando in termini di risorse materiali e finanziarie, possano continuare a sostenere questa causa e gli interventi che stiamo realizzando, in modo che, nel complesso, tutti noi potremo assistere al passaggio di un certo numero di bambini dall’assistenza istituzionale a quella familiare. Dobbiamo continuare a impegnarci reciprocamente e al fianco di tutte le varie parti interessate, compreso il governo, affinché si parli di riforma dell’assistenza.

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